Molto forte, incredibilmente vicino

by Jonathan Safran Foer | Literature & Fiction |
ISBN: 8882466116 Global Overview for this book
Registered by lenticchia of Modena, Emilia Romagna Italy on 11/9/2006
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17 journalers for this copy...
Journal Entry 1 by lenticchia from Modena, Emilia Romagna Italy on Thursday, November 9, 2006
uno di quelli che dalle prime righe capisci che sarà un compagno di cui sentirai la mancanza quando sarà ora di separarsi.
ammetto che alle prime righe è difficile che mi capiti. e quindi ve le riporto, così condivido, che è sempre cosa buona e giusta:

"è un bollitore per il tè? con il beccuccio che, all'uscita del vapore, si apre e si chiude come una bocca e sibila belle melodie, o recita shakespeare, o semplicemente si scompiscia dal ridere con me? potrei inventare un bollitore che legge con la voce di papà, così riuscirei ad addormentarmi, o magari un intero servizio di bollitori che cantano il ritornello di yellow submarine, una canzone dei beatles, che mi iacciono perchè l'entomologia è una delle mie raisons d'ètre, un'espressione francese che conosco.
(...)
e dei piccoli microfoni? tipo che tutti ne inghiottiamo uno, e loro diffondono il suono dei nostri cuori grazie a piccoli altoparlanti che potremmo tenere nella tasca della salopette? di sera, andando in strada con lo skateboard, potremmo sentire i battiti di tutti gli altri e gli altri potrebbero sentire il nostro, come una specie di sonar. la domanda assurda che mi faccio è se i cuori di tutti cominciassero a battere contemporaneamente, come alle donne che vivono insieme vengono contemporanamente le mestruazioni, che sono una cosa che conosco, anche se non ci tengo molto a conoscerle. sarebbe davvero assurdo, a parte che il posto dell'ospedale dove nascono i bambini farebbe tin-tin come un lampadario di cristallo in una casa galleggiante, perchè i bambini non avrebbero ancora avuto il tempo di sincronizzare i battiti. e al traguardo della maratona di new york sembrerebbe di stare in una guerra."

a parlare è oskar, bambino novenne protagonista di questo libro di jonathan safran foer, l'autore di ogni cosa è illuminata. questo libro, suo secondo, si intitola molto forte, incredibilmente vicino.

Journal Entry 2 by devonpennyblack from Bordighera, Liguria Italy on Wednesday, November 15, 2006
Intenso, affascinante, commovente e molto ben scritto. Romanzo che fa riflettere sul dolore che accomuna le vittime di tutte le guerre. Splendidi personaggi. Un libro che fa provare delle emozioni incredibili, ti entra dentro e ti lascia un'indelebile traccia.

Journal Entry 3 by lenticchia from Modena, Emilia Romagna Italy on Thursday, November 16, 2006
spedito oggi il libro a gigio79! il ring è partito ufficialmente!

Journal Entry 4 by gigio79 from Milano, Lombardia Italy on Monday, November 20, 2006
è incredibilmente vicino a me, praticamente nelle mie mani.
inzio subito a leggerlo.

Journal Entry 5 by gigio79 from Milano, Lombardia Italy on Thursday, December 14, 2006
Fantastico. Vorrei non averlo ancora letto per godermelo di nuovo. Mi consolo pensando che c'è ancora Ogni cosa è illuminata ad aspettarmi.
Tre storie intrecciate, storie di grosse perdite e piccole ricerche.
Ho adorato la dolcezza di alcune immagine del piccolo protagonista, le sue invenzioni quasi sempre legate al volare e soprattuttoi al non cadere.
Ho trovato stupendo la storia dell'uomo che parla con un quaderno.
Grazie mille per questa scoperta.
Il libro è già in viaggio verso Daianaia. Come nel libro anche noi ci siamo cercati, ma non siamo riusciti a trovarci.

Journal Entry 6 by daianaia from Milano, Lombardia Italy on Thursday, January 25, 2007
Finalmente ce l'abbiamo fatta!
Prima il libro è stato inghiottito dalle Poste nei giorni natalizi e poi è scoparso da tutte le librerie di Milano andando in ristampa. Ma oggi sono finalmente riuscita a riacquistarlo. Il ring riparte ufficialmente... cercherò di fare in fretta a leggerlo!

Journal Entry 7 by daianaia from Milano, Lombardia Italy on Monday, February 5, 2007
Non è facile scrivere un commento su questo libro.
A volte ha immagini troppo forti, troppo dirette, a volte ho fatto fatica a seguire una delle tre storie, a volte mi è stato impossibile trattenere le lacrime. Credo che Foer sia riuscito a portare il lettore sulla scena dei crimini, perchè alla fine è di crimini che si tratta, e a fargli sentire tutte le emozioni che hanno provato le persone presenti in quei momenti, molto meglio di quanto ci siano riuscite tutte le immagini che abbiamo visto.
Veramente bello.
Il libro è partito oggi verso Modena.

Journal Entry 8 by Altherea from Parma, Emilia Romagna Italy on Wednesday, February 7, 2007
Arrivato sano e salvo, scusate ma ho avuto problemi di pc..purtroppo è in coda ad altro ring, appena terminato parto all'attacco!

Journal Entry 9 by Altherea from Parma, Emilia Romagna Italy on Thursday, March 22, 2007
Bellissimo, da leggere tutto d'un fiato ma anche da assaporare in ogni suo passaggio. Un modo alternativo per affrontare e parlare di un avvenimento che ha sconvolto il mondo e la vita di molte persone.

strafantastico

Journal Entry 10 by liberfree from Quero, Veneto Italy on Thursday, March 29, 2007
Le vie del libro sono infinite.... Questo è arrivato a Quero per sbaglio, deviando dal percorso programmato del ring cui appartiene. Prima di reinstradarlo approfitto della ghiotta occasione per gustarmi il racconto. Prometto che faccio presto.

Journal Entry 11 by liberfree from Quero, Veneto Italy on Saturday, April 14, 2007
Ah, che occasione! Davvero bello il libro, con qualche passaggio, specialmente quelli della memoria, che ne rallentano forse un po' il respiro, ma servono ad inquadrare meglio la vicenda. Non so se mi ha colpito più la tragedia che fa da sfondo all'opera o quella vissuta da Oskar. Di sicuro mi è piaciuto come lui guarda ed interpreta il mondo e qualche volta vorrei avere quella capacità di non filtrare la realtà, anche se, come dice Oskar, le scarpe si appesantiscono. Sono grato a chi ha spedito il libro e con lo stesso spirito positivo lo rilancio nel ring.

Journal Entry 12 by Tartarula from Ponsacco, Toscana Italy on Saturday, June 9, 2007
Arrivato...nelle mie mani!
In coda a 2 ring.
A presto!!

3 ottobre:
Eccomi...finalmente direte voi!
Libro letto: mi è piaciuto soprattutto alla fine, quando Oskar trova il suo modo di comprendere il mondo e si scopre meglio che personaggio è la nonna.
Strano sicuramente l'incedere del racconto che ha tratti mi ha lasciato senza fiato e costretto ad andare avanti per curiosità e a tratti, devo dire, mi ha annoiato.
Ma vale la pena di arrivare in fondo.
Domani lo passo all'isolachenonce e il ring riparte.
Buona lettura a tutti

Journal Entry 13 by lisolachenonce from Pisa, Toscana Italy on Thursday, October 4, 2007
Ho ricevuto il libro per passaggio a mano da tartarula. Lo attaccherò appena finito il ring che sto leggendo.
Grazie lenticchia per il ring

Journal Entry 14 by lisolachenonce from Pisa, Toscana Italy on Tuesday, November 13, 2007
Parte domani verso masia. mi dispiace, non sono riuscita a finirlo. Non mi ha preso fin dall'inizio, ma forse perché questo era per me un periodo difficile, in cui avevo, tra l'altro, pochissimo tempo per leggere. Grazie comunque per avermi dato la possibilità di assaggiarlo.

Journal Entry 15 by masia from Faenza, Emilia Romagna Italy on Friday, November 23, 2007
Arrivato qui :)

Journal Entry 16 by masia from Faenza, Emilia Romagna Italy on Sunday, November 25, 2007
Molto toccante.
Davvero.
Finisce nella lista dei titoli che prima o poi acquisterò :)
Mi permetto di dare un piccolo consiglio a chi ancora deve leggerlo: è un libro che per essere gustato e probabilmente anche "capito" non consente una lettura discontinua. Quindi la cosa migliore è buttarcisi dentro a capofitto! Il fatto è che si tratta di una narrazione a più voci e non sempre lineare, quindi leggere tutto d'un fiato, o quasi, aiuta a non dimenticare particolari sostanziali per riuscire a incasellare al posto giusto ogni tessera del mosaico.

Grazie per il ring!
Il libro riparte subito ;)

Journal Entry 17 by chell79 from Padova, Veneto Italy on Tuesday, December 4, 2007
arrivato ieri!

Journal Entry 18 by chell79 from Padova, Veneto Italy on Tuesday, January 15, 2008
purtroppo non sono riuscita a seguire i consigli di chi mi ha preceduto e l'ho letto non proprio tutto d'un fiato, anzi, ci ho messo un bel po' a leggerlo, perchè mi è capitato in un periodo un po' particolare. però questo libro mi è piaciuto molto e sicuramente me ne procurerò una copia per poterlo rileggere in futuro. grazie per il ring, ora cerco di organizzare un passaggio a mano con bettyderob

Journal Entry 19 by Bettyderob from Padova, Veneto Italy on Friday, January 25, 2008
Fra le mie mani... si presenta così bene con foto e disegni... Grazie masia del consiglio che ascolterò, quindi abbiate la pazienza di aspettare la lettura di altri 5-6 rings, Betty

Al massimo per l'8 ne comincerò la lettura...


Un libro che mi ha insegnato un mucchio di cose, per es. :
La timidezza è quando distogli lo sguardo da una cosa che vuoi.
La vergogna è quando distogli lo sguardo da una cosa che non vuoi.

Journal Entry 20 by Towandaaa from Peccioli, Toscana Italy on Monday, February 25, 2008
arrivato

Journal Entry 21 by Towandaaa from Peccioli, Toscana Italy on Friday, April 11, 2008
Parafrasando alcune espressioni che ricorrono in questo romanzo, potrei dire che questa lettura mi ha lasciata comunque “con le scarpe pesanti”, anche se non mi sento totalmente di definirla una lettura “da un milione di dollari”.
Quello che è certo è che difficilmente ho trovato tanta intensità di sentimenti anche contrastanti ma sempre ben armonizzati in un romanzo che trae spunto da una tragedia di immani proporzioni (quella dell’ undici settembre 2001, a cui assommare i bombardamenti della guerra e la strage di Hiroshima) ma che non si lascia andare ai toni patetici, banalmente struggenti, meramente strappalacrime, in cui si rischia sempre di cadere quando si esaminano i risvolti personali di drammi storici realmente accaduti. E’ un romanzo toccante, commovente e lacerante, senza dubbio, ma non retorico, patetico o struggente in senso deteriore. E l’autore ha dimostrato un grande abilità nell’affrontare coraggiosamente un tema così difficile dando alla narrazione un taglio non politico né sociologico ma semmai intimo e introspettivo, perché l’attenzione si focalizza sui risvolti personali e individuali
Ne viene fuori un quadro in cui sono accomunati nello stesso destino vittime e superstiti delle guerre di ogni tipo, al di là delle dimensioni di spazio e tempo in cui tali avvenimenti possono essere classificati. Ma la nota dominante di questo romanzo, secondo me, è che tra i tanti sentimenti descritti spicca per la sua assenza l’odio nei confronti dei responsabili di tanto dolore. I superstiti (che sono a loro volta vittime per la perdita subita) sono infatti mossi non dal rancore o dall’odio che spinge alla rivalsa, ma da un istinto di conservazione non egoistica, di ricerca di un senso che li porti ad accettare quanto accaduto, a recuperare per quanto possibile il ricordo e gli insegnamenti di chi è mancato loro troppo presto. Significativa in tal senso, una tra le molte frasi toccanti di Oskar: “cercarla mi ha permesso di stargli vicino ancora un po’”: perché secondo me la ricerca condotta dal bambino non era dettata tanto dalla curiosità di trovare la serratura da poter aprire con la chiave rinvenuta tra le cose del padre e scoprire l’eventuale contenuto, quanto dalla volontà di scoprire in qualcuno dei Black che andava ad interrogare una persona che avesse conosciuto per qualsiasi motivo il proprio padre e potesse offrire al bambino un ricordo, un episodio da aggiungere a quelli che Oskar già conosceva, con l’intento di approfondire il ritratto del padre grazie ai contributi altrui (nell’impossibilità di farlo personalmente a causa della morte prematura).
Durante le sue ricerche, Oskar si imbatte in una serie di personaggi davvero singolari, a volte addirittura bizzarri: più volte mi sono ritrovata a chiedermi se fossero davvero così (magari perché “scossi” in qualche modo dall’impatto della tragedia dell’undici settembre sulle loro vite), oppure se le loro “stranezze” fossero il risultato del fatto che il lettore li osserva attraverso gli occhi e il racconto di Oskar, che inevitabilmente finisce per trasfigurarli. Ma forse non mi importa veramente conoscere la risposta a questo interrogativo, perché tutta questa storia si presta anche ad una interpretazione in chiave simbolica, nei toni quasi della favola in cui finiscono per apparire credibili anche personaggi che razionalmente non apparirebbero tali. Così, ad esempio, i due personaggi che hanno allestito il “museo” del proprio coniuge, come la signora che vive sulla sommità dell’Empire State Building, mentre da un lato possono apparire irreali (o surreali), dall’altro si fanno apprezzare in quanto portatori di una istanza comune, anche se realizzata in termini diversi (e a costo di fingere con se stessi): quella di possedere/conservare/custodire la persona amata nella sua entità oppure attraverso i segni e i ricordi del suo passaggio in questa vita.
Lo stesso Oskar peraltro si rivela un personaggio del tutto fuori dal comune: inizialmente ho avvertito una forte somiglianza tra lui e Christopher (il protagonista de “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” di Mark Haddon), sia perché sono entrambi bambini introversi che si trovano a condurre con l’unica arma della fantasia una indagine più grande di loro, sia perché intuivo che Oskar fosse in qualche modo affetto da un disturbo simile a quello di Christopher (una forma di autismo), per l’ossessiva ripetitività di alcuni gesti, espressioni, scelte (ad esempio: indossa solo abiti bianchi), per le doti logico-matematiche che dimostra, per il fatto di essere seguito da un analista e per il fatto che sembra frequentare una scuola speciale (lui stesso afferma che quasi tutti i suoi compagni sono affetti da disturbi da deficit di attenzione). A prescindere da questo, comunque, Oskar è un personaggio a cui ci si affeziona, per la sua ingenuità, la sua fantasia, la sua inventiva e per quelle sue “invenzioni” così geniali ma allo stesso tempo irreali in cui solo i bambini possono credere (e in cui lui in particolare trasfonde i suoi desideri e rimpianti più reconditi e sentiti, come se si rammaricasse del fatto che una qualche trovata delle sue non sia stata utilizzabile dal padre per salvarsi ma possa comunque essere di aiuto per altri in futuro). Ma al contempo Oskar mi ha colpita anche per la sua precoce maturità e sensibilità, per le sue intuizioni e le sue scelte di condotta (ad esempio, di fronte a un dolore così forte reagisce in modo molto più maturo e costruttivo rispetto a quanto abbia fatto il nonno anni prima, che aveva scelto la fuga e il silenzio e si era sottratto alle proprie responsabilità pur essendo già adulto) e si finisce per avvertire come propri i sentimenti che lo muovono durante le alterne vicende che vive.
Un piccola nota negativa, a mio giudizio, è quella che riguarda la parte della storia personale dei nonni: nel complesso i loro caratteri e le loro scelte mi sono rimasti più distanti, li ho avvertiti come personaggi un po’ troppo costruiti e, di conseguenza, poco credibili. Tutto ciò ha fatto sì che io mi sentissi molto meno partecipe delle loro vicende rispetto a quanto non mi sia accaduto nei confronti di Oskar e di alcuni degli altri personaggi che si muovono sul piano temporale della ricerca condotta dal bambino.
Ciò comunque non inficia il mio giudizio più che positivo su questo romanzo, del quale ho apprezzato molto anche lo stile e in particolare alcune espressioni veramente poetiche pur nella loro semplicità (solo per fare qualche esempio: “quando la mattina diventava sera mentre sedevo sul divano”; “mi sono tirato su tutta la lampo del sacco a pelo di me stesso”; “quel segreto era il buco al centro di me stesso dove cadeva ogni felicità”). Un menzione a parte merita poi la favola del sesto distretto.
Uno stile che si estrinseca non solo nelle parole (usate con grande abilità, soprattutto se si considera la giovane età dell’autore) ma anche in una serie di altre scelte innovative e di forte impatto sul lettore (fotografie, disegni, crittografie numeriche, sovrascrittura che arriva a rendere il testo illeggibile), sempre dotate di una loro ragion d’essere e mai fine a se stesse, perché illustrano in maniera diretta ciò che forse le parole non avrebbero potuto esprimere, integrandosi con il testo scritto e arricchendolo di nuovi significati, riconducibili al testo stesso oppure anche diversamente interpretabili, a seconda della sensibilità del lettore.

Journal Entry 22 by pecorella from Ragusa, Sicilia Italy on Tuesday, April 15, 2008
notevole!! come mole, intendo..scherzo!! va in coda a tre ring.

Journal Entry 23 by pecorella from Ragusa, Sicilia Italy on Tuesday, May 27, 2008
bellissimo!devo dire che non ne avevo sentito parlare e l'ho scelto perché il titolo mi ha colpita. a fine lettura sono rimasta sorpresa anche dal resto, dalla storia e il protagonista mi ha veramente emozionata!
passatemi questa frivolezza, due parole di Oskar : scucciolare e googolplex!!
e meno frivolo : "cose che mi sono capitate" e "raison d'etre".

Journal Entry 24 by amboise97 from Stella, Liguria Italy on Monday, August 4, 2008
Arrivato.

Journal Entry 25 by amboise97 at -- via posta o passaggio a mano --, Liguria Italy on Monday, September 20, 2010
Spedito a Gwiwenneth.

Journal Entry 26 by Gwiwenneth at Alphen aan den Rijn, Zuid-Holland Netherlands on Monday, January 3, 2011
arrivato ! lo leggeró al piu'presto ! grazie per il ring !

Journal Entry 27 by Gwiwenneth at Alphen aan den Rijn, Zuid-Holland Netherlands on Monday, February 7, 2011
Semplicemente un libro Grandioso !
Mi ha emozionato e fatto piangere... ce ne vorrebero altri gogolplex di libri come questi...
Adesso scusatemi vado a scucciolare i miei gatti...
Ma che ? ...

Journal Entry 28 by GaliAnna at Ceranova, Lombardia Italy on Monday, March 14, 2011
Erano anni che non mi godevo il gusto di un ring che arriva ;)
Direi che lo comincio subito (anche vista la mole!)

Journal Entry 29 by claudia1964 at Civitanova Marche, Marche Italy on Monday, August 22, 2011
Jonathan Safran Foer mi lascia interdetta. Mi era capitato con “ogni cosa è illuminata”, mi ricapita anche questa volta. Sono giunta alla conclusione che sia geniale.
Come non definire geniale uno scrittore che riesce a farti emozionare di fronte alle vicende di un ragazzino di nove anni (che parla come un uomo di trenta), Oskar Schell, saputello, dopo aver raccontato per oltre la metà del libro, con uno stile originale, con pagine bianche dove c’è scritta una sola frase o addirittura una sola parola, che si susseguono a pagine con fotografie, il suo vagabondaggio per le strade di New York alla ricerca della soluzione del mistero rappresentato da un bigliettino trovato nel ripostiglio in cui il padre Thomas, morto durante l’attacco alle torri gemelle, teneva le sue cose; oltretutto con una narrazione frammentaria, in cui si alternano le vicende di Oskar con quelle dei suoi nonni paterni, vissuti in Germania durante la seconda guerra mondiale e trasferitisi da Dresda a New York, personaggi strambi come tutti quelli che animano le pagine dei libri di Safran Foer, che manifestano le loro sofferenze interiori con comportamenti assurdi. Insomma, una gran confusione di storie, che si accavallano a volte compenetrandosi, ogni personaggio con il racconto in prima persona della propria storia, fatta di dolore, di un grande e profondo dolore che trabocca ed invade ogni parola, ogni riga, ogni pagina del romanzo. E’ eccessivo in tutto, Foer, nelle parole e anche nel compiacimento di essere tanto bravo (anche se riconosco di averlo trovato più sobrio rispetto a “ogni cosa è illuminata”).
In un tale caos narrativo, ci sono dei gioielli che mi hanno emozionato come poche altre pagine lette finora: la favola del sesto distretto di New York raccontata dal papà Thomas a Oskar la sera prima che morisse, il racconto del bombardamento di Dresda e poi il dialogo finale di Oskar con la madre, un personaggio che non si capisce per quale motivo rimane sempre ai margini della storia, fa quasi da spettatrice silenziosa fino alla fine.

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